Le prime ricerche indicano che sono particolarmente vulnerabili i ragazzi con bassa fiducia nella propria efficacia, identità fragile, difficoltà relazionali offline, problemi psicologici (ansia, depressione, ideazione suicidaria), neurodiversità (ADHD, disturbi dello spettro autistico) e/o esperienze difficili a scuola e tra pari (bullismo). Per loro la manosfera promette intrattenimento e scambio con persone simili in uno spazio percepito come protetto. Non sappiamo ancora se e a quali condizioni l’attrazione verso ideologie problematiche possa diminuire. È poco studiato anche il ruolo dell’età di primo contatto e quale equilibrio tra tempo online e offline abbia effetti protettivi.
È certo che non si tratta di un fenomeno di nicchia. Sondaggi nel Regno Unito mostrano, ad esempio, che il 79% dei ragazzi tra 16 e 17 anni conosce Andrew Tate e il 52% lo valuta positivamente. Tra i giovani uomini di 18–29 anni, il 24% dichiara di sostenere le sue opinioni sulle donne.